Restauro icone russe
Già negli atti del settimo concilio ecumenico del 787, che reintroduceva la generazione delle immagini si diceva: “definiamo allora con tutta la precauzione e accuratezza, che le immagini venerabili e sante, che sono state  fatte come si addice come la croce, anch’essa venerabile e corroborante, con colori o mosaico o un altro materiale conveniente debbano essere  benedette e collocate nei sacri templi di Dio e tenute in grande considerazione”.
A partire dalla tarda epoca bizantina, una tecnica si diffuse in modo particolare nell’arte delle icone: la pittura su legno con l’utilizzo della tempera a rosso d’uovo. Infatti, utilizzato come legante, il tuorlo connota, una delle tecniche pittoriche più antiche della storia. Già Plinio il Vecchio la descriveva  nel libro Naturalis istoria (23 – 79 d.C.). Solo nelle tarde icone del XVIII e XIX secolo la tempera a rosso d’uovo venne addizionata con olio per permettere una fluidità maggiore del colore. Fu dai bizantini che, i  russi, (dopo la loro cristianizzazione avvenuta nel 988), assunsero questa tecnica, così, come, i contenuti e la pittura delle icone. I primi esempi di icone russe sono presenti tuttavia solo a partire dal XI-XII secolo.
L’icona è costituita da quattro componenti che interagiscono: il supporto dell’immagine, cioè la tavola di legno, il fondo preparato con polvere di gesso o alabastro e colla animale, lo strato pittorico costituito da pigmenti e tuorlo d’uovo, lo strato protettivo (olifa o lacca). Fino al XIX secolo le icone danneggiate o cromaticamente alterate per l’ossidazione dell’olifa venivano ridipinte per lo più rispettando il medesimo soggetto, riadattandolo alle mode ed alle usanze, del periodo corrente. Non era infrequente che a scopo commerciale le icone venissero irrimediabilmente deturpate. Alle volte, addirittura, venivano aggiunti arbitrariamente dettagli e particolari oppure, venivano “sezionate” per essere venute in diverse parti singole.
Altri nemici possono alterare il loro stato di conservazione e sono: l’umidità, che agendo sui materiali igroscopici dell’icona, facilita la creazione delle tipiche spaccature della superficie pittorica “cracchettandola”, agenti biologici come muffe ed insetti, che possono decisamente distruggerle.
Oggi si è giunti alla definizione di una prassi metodologica rivolta al ripristino dell’opera nel totale rispetto di quello che era. Infatti il ritocco pittorico deve limitarsi solamente alle zone in cui ci sono spazi vuoti, quindi non deve coprire il colore originale, deve essere reversibile e riconoscibile (a questo proposito è in uso utilizzare la tecnica del rigatino). Se spesso in passato i restauratori erano pittori o artigiani senza specifi che conoscenze, ora il restauratore è principalmente un profondo conoscitore della storia dell’arte e dei suoi materiali ed, in seconda istanza, ma di uguale rilievo, una figura professionale altamente qualificata con competenze di chimica, tecnologie e con continui aggiornamenti sui materiali.

 

La Ditta Orler con un equipe all’avanguardia di restauratori di valenza internazionale effettua restauri di icone russe. Per ogni opera restaurata verrà rilasciato a richiesta un certificato di restauro e una scheda tecnica inerente l’icona prima e dopo il restauro, con fotografie annesse.

Per qualsiasi informazione rivolgersi alla sede di Marcon (VE) - Via Porta Est, 9 

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