NUOVI ORARI TELEVENDITE 2007 Ogni venerdi e ogni domenica le icone russe della Collezione Orler in diretta televisiva. I nuovi orari delle trasmissioni in diretta tv, condotte in studio da Alessandro Gea, saranno i seguenti: ogni venerdì dalle ore 22.15 alle ore 01:15 ogni domenica dalle ore 13:00 alle ore 16:00su: CANALE ITALIA visibile anche su SATELLITE SKY - CANALE 883 Per ulteriori informazioni tel. 041 4567816 I PRINCIPALI CANALI DI RICEZIONE DI CANALE ITALIA (EX SERENISSIMA TV) VENETO: Padova, Venezia, Treviso 7 UHF,Vicenza 47-69 UHF H1 VHF, Noventa Vicentina 22 UHF tebello (VI) 37 UHF, Montecchio Maggiore (VI) 37 UHF, Recoaro 38 UHF Valdagno 63 UHF, Asiago 52-43 UHF, Gallio 43 UHF, Rovigo 56-43-47 UHF H1, Verona 43 UHF. Soave - San Bonifacio 47 UHF, Belluno 69-35-32 UHF, Feltre 30 UHF, Cortina d'Ampezzo 62 UHF TRENTINO ALTO ADIGE: Trento 33 UHF, Rovereto 28-62 UHF, Ala -Avio 49 UHF, Mezzolombardo-Mezzocorona 28 UHF, Mori 33 UHF, Borgovalsugana 25 UHF, Casteltesino 36 UHF, Cinto Tesino 53 UHF, Madonna di Campiglio 45 UHF, Bolzano 38-64 UHF, Merano 67 UHF, Ortisei 25 UHF, Bressanone 66 UHF, Levico-Caldonazzo 63 UHF FRIULI VENEZIA GIULIA: Trieste 24-65 UHF, Gorizia 53-63-43 UHF, Udine 43-35 UHF, Pordenone 43 UHF LOMBARDIA Mantova 43 UHF, Lago di Garda 43 UHF EMILIA ROMAGNA:Ferrara 57 UHF H1 VHF - LOMBARDIA - LIGURIA - TOSCANA - PIEMONTE (in parte) LAZIO UMBRIA
Nel 1952 Lucio Fontana, insieme ad importanti artisti quali Burri, Crippa, Dova, Tancredi e molti altri, pubblicava il Manifesto del movimento spaziale per la televisione provocando un’eco tempestiva e significativa anche negli Stati Uniti. Il manifesto enunciava, tra l’altro: “la televisione è per noi un mezzo che attendevamo come integrativo dei nostri concetti […] e che attraverso lo spazio possa durare un millennio anche nelle trasmissioni di un minuto […] poiché le conquiste della tecnica sono ormai a servizio dell’arte che noi professiamo”. A più di cinquant’anni di distanza queste parole invitano a riflessioni quali: la televisione è al servizio dell’arte e non viceversa, oppure, la televisione come strumento stesso del fare arte. È uso, per un certo pubblico, affrontare il tema con un atteggiamento positivo quando si tratta di divulgazione documentaristica, critico e sospettoso quando si vedono proposte d’acquisto indipendentemente dal tipo di proposta e dal modo in cui ciò avviene facendo in tale valutazione, come si suol dire, “di tutte l’erbe un fascio”. Il mondo televisivo, in diversi casi, si è meritato questo sospetto: trasmissioni dove il termine arte viene elargito a piene mani e su oggetti immeritevoli di tale definizione, informazioni inesatte o esagerate il cui unico fi ne è quello della vendita. Non tutto il panorama attuale, però, è così limitato ed, a fronte di uno spazio pubblico sempre più avaro di trasmissioni culturali, spesso relegate a fasce orarie impossibili, fa riscontro un affacciarsi del privato che abbina alle necessarie proposte di vendita una corretta informazione ed un percorso di educazione all’arte, sostenuto da un pubblico attento e fedele anche in termini di ascolto. Tra le diverse emittenti, anche le più importanti, posizioni e ruoli mutano, si spostano i contenuti o si stravolgono; si possono fare trasmissioni di qualità anche su canali meno celebrati così come si può scivolare nel cattivo gusto e nella diseducazione (è sotto gli occhi di tutti) anche in contenitori di maggior portata. E non sono forse l’audience e l’aspetto commerciale sempre più presenti e di primaria importanza nella gestione di quelle emittenti che sintonizziamo puntualmente sui primi tasti del nostro telecomando? Nel binomio televisione privata – proposta commerciale non bisogna per forza vedere trame oscure quando si parla di arte; la schiettezza di una proposta d’acquisto accende in noi, è auspicabile, quei meccanismi di maggior attenzione, cauta valutazione e giudizio critico più di celate promozioni di una mostra o di un artista che si presentano sotto la veste ufficiale del documentario ma il cui fine è lo stesso, solo con differente abito. Tutto questo non deve intimorire né rassegnare lo spettatore, ed a turno spettatori lo siamo tutti. Vi sono ottimi programmi e proposte almeno quanti quelli meno validi. La buona televisione si fa e si può ancora fare e può essere edificante guardare a ciò che sta oltre la telecamera. Più che il canale o la singola opera è importante valutare anche la totale attività e professionalità di chi la propone, dal conduttore alla galleria d’arte, all’azienda. L’esserci con costanza, la coerenza delle scelte nel tempo, la reperibilità al di là del teleschermo, la promozione di attività quali mostre ed esposizioni, sono tutti aspetti positivi che possono garantire e ottenere fiducia. Può essere utile sapere che per realizzare una trasmissione di qualità è necessario dedicare un tempo elevatissimo alla ricerca delle opere. Inoltre, chi appare in televisione si pone al giudizio, ed anche alla facile critica, di concorrenza e pubblico e questo può essere di ulteriore stimolo ad una ricerca di costante miglioramento. Gli aspetti positivi per lo spettatore sono molti: la possibilità di confronto, la comodità della scelta e del servizio offerto, l’informazione e la divulgazione. L’obiettivo prossimo della televisione sarà sempre più la fedeltà dell’immagine nel mostrare l’opera d’arte, il maggior utilizzo di contributi come interviste, filmati, ecc., l’interattività con il pubblico che già oggi può influenzare e indicare scelte ed argomenti ai quali è più interessato. La buona proposta dell’arte in televisione deve essere strumento in più per il pubblico, non deve concludere un discorso, ma aprirlo, né risolvere, bensì stimolare, saper accendere la necessità di conoscenza per leggere un libro o visitare una mostra; deve saper coinvolgere, non con i virtuosismi di chi la presenta, ma con la qualità di ciò che viene presentato. Riuscire a comunicare la sincera passione e, come diceva Fontana: “che attraverso lo spazio possa durare un millennio anche nelle trasmissioni di un minuto”. Alessandro Gea
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